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Apr 2020

Ansia e matematica. Con la metacognizione si può fare!

Aprile 19, 2018 ansia, apprendimento, bambini, cognitivo-comportamentale, comportamenti, concentrazione, emozioni, meditazione, psicologia, scuola, studiare, sviluppo , , , , , ,

E’ possibile riuscire bene in matematica anche provando molta ansia, SI!

I sentimenti negativi provati rispetto alla materia matematica possono essere divisi in 3 categorie:

1.Inquietudine: inquietudine proveniente da esperienze precedenti o pregiudizi (si è predisposti alla matematica, solo pochi ci riescono bene, bisogna essere intelligenti..);

2.Disagio: tensioni che lo portano ad impegnarsi poco nella materia dovuti ad esperienze passate di fallimenti;

3.Paura: sentimento di maggiore intensità rispetto ai precedenti. Per alleviarle c’é il bisogno di un intervento specifico.

Queste diverse forme d’ansia portano lo studente a non volersi interfacciare alla materia, ad evitare i compiti e quindi ad allenarsi poco per affrontare quella tanto odiosa materia…

Ma l’ansia ha sempre un impatto negativo sulla mate?

NO non sempre su alcuni alunni e ad alcuni livelli potrebbe anche essere produttiva. Le ricerche sostengono che le ragazze provano una maggiore ansia nei confronti della materia, ma ottengono risultati molto simili. L’ansia nei confronti della matematica presenta due facce:

1 faccia: paura, disagio, inquietudine

2 faccia: ansia che porta ad un senso di sfida, di voler riuscire, ad un sentimento di orgoglio e piacere

nell’eseguire i compiti.

La componente più cognitiva dell’ansia dipende dalle riflessioni che fa l’individuo della situazione in cui si trova, basandosi sulle precedenti esperienze, questa componente è più riflessiva mentre poi c’è una componente più emotiva più di breve durata e che non si fonda sulla valutazione del contesto. La componente cognitiva può essere influenzata dall’imparare un controllo consapevole delle proprie emozioni ma anche dalla capacità di controllare un’amozione a seconda del contesto.

Lo sviluppo della metaemozione può permettere di trasformare l’esperienza dell’ansia da influenza negativa a influenza positiva.

La metacognizione è lo sguardo che una persona svolge ai propri processi mentali.

 

Essa si fonda su 3 processi:

  1. Conoscenze metacognitive: conoscenze sui propri punti di forza e di debolezza, conoscenze sui compiti da svolgere e su come svolgere;
  2. Gestione attività mentale: attività messe in atto dalla persona per controllare il proprio pensiero (pianificazione,…)
  3. Presa di conoscenza dei propri processi mentali: influenza nella gestione di problemi.

Conoscere il proprio stato di attivazione nei confronti della matematica può essere produttivo, poichè le ricerche dimostrano che questo stato di attivazione può essere trasformato in uno stato di eccitazione nella risoluzione di problemi matematici. Sviluppare la metaemozione (conoscenza dello stato emotivo ansioso nei confronti della matematica) può trasformare in una reazione positiva l’ansia derivante dall’approccio alla materia.

Le soluzioni:

Per gli alunni: far illustare o redigere agli alunni la loro storia di vita matemtica, con la presentazione del percorso di apprendimento della materia. Successivamente parlare delle soluzioni che ritengono efficaci. Questi scambi aiutano i ragazzi a confrontarsi a trovare soluzioni e strategie efficaci. Inoltre è un’occasione per vedere che determinate emozioni non siamo gli unici a provarle.

Anche l’autovalutazione è un approccio positivo alla matematica ed aiuta a sviluppare la metacognizione.

Proporre a casa un problema ad un membro della famiglia prendere nota dei processi mentali che ha compiuto e sulle difficoltà che ha incontrato poi confrontarsi a scuola.

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