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Apr 2020

#hounadomanda – MALdi pancia o MALdi scuola?

Aprile 30, 2018 ansia, apprendimento, bambini, difficoltà ,

Ci sono situazioni a scuola che provocano ansia e disagio. Anche solo la sveglia del mattino può essere associata a tutte quelle azioni da compiere e quelle risposte da dare in classe davanti a tutti.. Ed ecco che scattano disturbi tipo nausea, mal di pancia, mal di testa, ma anche febbricola, mal di denti, mal d’orecchie, macchie sulla pelle, dolori generici alle ossa. Spesso tali disturbi svaniscono nel fine settimana o durante le vacanze.

  • Nei bambini più piccoli la paura della scuola è in realtà associata ad ansia di separazione dalla casa e dalle figure accudenti, considerati dal piccolo come il posto più sicuro e tranquillo dove stare. Certi bambini sviluppano gli stessi sentimenti di ansia anche quando rimangono per periodi più o meno lunghi da parenti o da amici, lontani da casa loro, di cui sentono nostalgia. L’ansia da separazione a volte può portare a perdere la stima di sé e ad avere difficoltà ad affrontare da solo le situazioni future.

Talvolta la fobia della scuola si accentua se il piccolo incappa in un’insegnante severa, o in un gruppo di coetanei che si impongono con la forza: ricordiamo però che queste condizioni solo in parte determinano il disagio del bambino e non sono un motivo sufficiente per ritirarlo dalla scuola, bensì insegnare strategie per fronteggiare tali situazioni.

  • Nei bambini o ragazzi più grandi l’ansia in relazione alla scuola si può manifestare con frequenti mal di testa o mal di pancia spesso in concomitanza di performance scolastiche (verifiche, interrogazioni..) e o a prestazioni in specifiche materie (matematica, chimica..). Più che ansia da separazione può essere considerata ansia specifica da performance (attivazione neurovegetativa) rispetto al dover sostenere delle performance soprattutto in materie in cui si sente di avere poca padronanza. Spesso anche il dover sostenere determinate performance davanti ad un’ insegnante piuttosto che davanti al resto della classe può portare stati d’ansia dettati dal pensiero di fare una figuraccia, di non essere capaci etc.

ANSIA: CONSIGLI PER L’USO…

  • Osserviamo e monitoriamo il manifestarsi di questi stati, nel caso prendiamo appunti sul quando si verificano;

  • Se presenta una persistenza nello stato si malessere sia ciclica che continua, chiediamo un supporto del pediatra e di uno psicologo dello sviluppo in modo da creare una rete con la scuola;

  • Mandare regolarmente a scuola: L’evitamento delle situazioni ansiogene è il miglior amico degli stati d’ansia, ma non educa il bambino e non fornisce srategie utili affinchè il bambino ìmpari ad affrantarle in maniera più funzionale tali situazioni. Non è togliendo le situazioni ansiogene che lo aiutiamo a superarle, per cui la frequenza giornaliera a scuola, cioè la routine (anche graduale) soprattutto nei bambini più piccoli è il miglior sistema per abituare il bambino a questa nuova situazione.

  • Il mattino Per i più piccoli.. Il mattino è il momento più difficile, perché coincide col distacco dalla mamma. Non chiediamogli:” hai voglia di andare a scuola oggi?”, daremo solo spazio e possibilità alle sue rimostranze. Se il piccolo comincia a segnalare disturbi, ma vi sembra che non abbia nulla, portiamolo comunque; se veramente ci fosse una malattia, siate disponibili a farvi chiamare dal personale della scuola. Magari rassicuriamolo che alla tot ora saremo li a riprenderlo, che gli vogliamo bene, affrontiamo la separazione gradualemente sia temporale (prima resta 1 ora poi 2) sia spaziale (prima lo aiutiamo a fare la totalità delle cose quando si arriva, poi lo accompagnamo solo fino ad un certo punto ..) il tutto gradualmente in modo che sperimenti sicurezza e se compie passi in avanti nell’autonomia rinforziamo questi comportamenti con lodi e regalini motivando il perchè. Cerchiamo di parlare di cosa gli fà davvero paura in modo da accompagnarlo.

  • Per i più grandi ..Cerchiamo di capire attraverso la dimostrazione di apertura al dialogo spontaneo quale sia la causa scatenante dell'”ansia da mal di pancia costante” ponendo l’accento (anche con esempi personali) sul fatto che tutti abbiamo paura di qualcosa, non è una “mosca bianca “o un’emozione di cui avere vergogna. Inoltre se il dialogo con un genitore non porta frutti valutare l’ipotesi se ha bisogno del supporto di un professionista per uno studio efficace di certe materie che risultano più ostiche e o per dialogare sull’emozione che paralizza o causa malessere.

Alcuni consigli utili per farci affrontare meglio l’ “ansia del problema ansia” affinchè esso non si instauri in circuito vizioso disfunzionale sia per noi adulti che per i nostri bambini e che ci faccia affrontare meglio le situazioni che producono ansia.


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